CRII e CRII+ per fronteggiare la pandemia: domani la discussione della Commissione per lo sviluppo regionale

CRII e CRII+ per fronteggiare la pandemia: domani la discussione della Commissione per lo sviluppo regionale

di Staff

Il 24 febbraio si riunisce la Commissione del Parlamento europeo per lo sviluppo regionale. Il tema in discussione è come le regioni europee hanno utilizzato i due strumenti messi a disposizione dalla UE (CRII e CRII+) per fronteggiare la pandemia. Il CRII ha consentito di mobilitare risorse dei fondi regionali non spese nei settori della salute e del sostegno al lavoro, mentre CRII+ ha favorito impieghi flessibili dei fondi strutturali e di investimento europei. I lavori della Commissione si possono seguire in diretta streaming.

Ulteriori info al sito https://www.europarl.europa.eu/news/en/press-room/20210222IPR98346/hearing-on-the-implementation-of-the-crii-in-eu-regions

Cooperazione transfrontaliera: la rete ENI CBC

Cooperazione transfrontaliera: la rete ENI CBC

di Staff

European Neighbourhood Instrument Cross-Border Cooperation (ENI CBC) è la rete che rende possibile conoscere nomi, obiettivi e attività di oltre 900 progetti di cooperazione transfrontaliera attualmente in esecuzione e che presentano un budget complessivo di 1,7 miliardi di euro. Alla rete partecipano oggi 3.502 organizzazioni europee e non, con l’intento di stimolare l’economia, trasferire le conoscenze e combattere i cambiamenti climatici. Un’ottima opportunità per chi volesse inserirsi.

Per approfondire si rimanda al sito https://tesim-enicbc.eu/

Il Green City Accord per rendere le nostre città più pulite, sane e vivibili

Il Green City Accord per rendere le nostre città più pulite, sane e vivibili

di Staff

Ci sembra importante segnalare una nuova iniziativa che ha preso piede da poco: il Green City Accord. Lanciato dalla Commissione europea lo scorso ottobre in occasione dell’European Week of Regions and Cities, si tratta di una piattaforma aperta a tutti i comuni della UE e finalizzata a rendere le nostre città più pulite, sane e vivibili. Cinque gli ambiti d’azione: aria, acqua, natura e biodiversità, economia circolare e rifiuti, rumori. I Comuni aderenti si impegnano a fissare traguardi di sostenibilità ambiziosi in linea con il Green Deal. Il vantaggio per le municipalità, oltre ad operare nella giusta direzione, è quello di beneficiare di informazioni, contatti, know-how e opportunità legati alla partecipazione a questa nuova iniziativa.

Per maggiori informazioni si rimanda al sito https://ec.europa.eu/environment/topics/urban-environment/green-city-accord_en

 

Migliorare la sostenibilità e l’accessibilità dei siti di patrimonio culturale

Migliorare la sostenibilità e l’accessibilità dei siti di patrimonio culturale

di Staff

Forse non tutti ricordano il Progetto Interreg SHARE (http://www.sviluppumbria.it/-/al-via-il-progetto-share-per-la-sostenibilita-del-patrimonio-culturale-nei-centri-urbani), coordinato dalla nostra Regione (Sviluppumbria), conclusosi con la presentazione dei risultati il 15 settembre 2020. Lo scopo è stato elaborare nuovi metodi per migliorare la sostenibilità e l’accessibilità dei siti di patrimonio culturale urbano in sei regioni europee (Italia, Spagna, Croazia, Ungheria, Romania e Svezia). A questo fine sono stati sviluppati piani innovativi per la gestione di beni culturali e popolari nelle città e nei piccoli centri (quello umbro è consultabile al sito https://www.interregeurope.eu/share/library/#folder=1605). L’investimento totale per il progetto SHARE è stato di 1 409 083 EUR, con un contributo del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) di 1 197 721 EUR erogato attraverso il Programma operativo «Interreg Europe» 2014-2020.

Per ulteriori info si rimanda al sito https://ec.europa.eu/regional_policy/it/projects/Croatia/improving-the-sustainability-and-accessibility-of-cultural-heritage-sites-across-europe

Superare gli ostacoli transfrontalieri: il progetto B-Solutions

Superare gli ostacoli transfrontalieri: il progetto B-Solutions

di Staff

Anche se l’Umbria non è regione frontaliera, può risultare utile a tutti, quindi anche agli umbri, sapere che l’Associazione delle regioni frontaliere europee (ARFE – https://www.aebr.eu/) fin dal 2017 ha lanciato e gestisce l’iniziativa B-SOLUTIONS (https://www.b-solutionsproject.com/). L’obiettivo è permettere a enti pubblici e strutture transfrontaliere di occuparsi e risolvere gli ostacoli giuridici e amministrativi che si presentano alle frontiere, usufruendo anche di un supporto tecnico specializzato per trovare soluzioni. Nell’ambito di questa azione sono stati individuati 66 ostacoli sul territorio europeo (43 di questi sono stati esaminati negli ultimi due anni) che vanno da: rigidità e complessità di natura amministrativa o legale, all’accavallarsi di livelli giuridici e amministrativi, da quello europeo a quello locale. B-SOLUTION può essere uno al quale fare affidamento se si vogliono evitare problemi nei rapporti commerciali e di altro tipo con regioni di altri paesi europei.

Per saperne di più consultare il sito https://ec.europa.eu/regional_policy/it/newsroom/news/2021/02/02-09-2021-b-solutions-to-cross-border-obstacles-a-complementary-cooperation-tool

Movimento federalista europeo: Umbria più europea tra gli obiettivi per il 2021

Movimento federalista europeo: Umbria più europea tra gli obiettivi per il 2021

di Sara Calini e Sofyene Meddourene

Un brindisi al 2021 e ai nuovi progetti; così si conclude l’ultimo incontro dell’anno, in videoconferenza, organizzato dal Movimento Federalista Europeo (MFE) lo scorso 16 dicembre. Canale di dibattito sull’UE, da cinque anni la sezione umbra del MFE tenta di demolire quel muro di indifferenza e confusione che si è costruito attorno all’immagine dell’Europa e lo fa partendo proprio dal futuro della nostra Umbria: i giovani.

L’impegno rinnovato Anche quest’anno il MFE rinnova il suo impegno nel territorio umbro con attività informative volte a coinvolgere i cittadini. Questo si intende dalle parole del segretario della sezione umbra Roberto Susta; un impegno che non si limita alle parole, ma va avanti a fatti e con un obiettivo chiaro e preciso: un’Europa federale unita sotto la stessa bandiera. La sezione perugina del MFE si propone “di essere ponte di collegamento tra le istituzioni sovranazionali e il territorio regionale” spiega Susta. Nemmeno un 2020 così difficile, che ha visto al centro dell’attenzione la pandemia, è riuscito a rallentare l’azione del Movimento che ha saputo reinventarsi nel digitale continuando ad organizzare incontri online di “formazione e informazione sull’UE” aperti a chiunque abbia desiderio o curiosità di comprendere meglio i meccanismi che stanno alla base del motore Europa.

Da conoscenza a competenza «Le campagne informative – continua – non intendono avere alcuna affiliazione partitica né fanno propaganda”, sottolinea Susta, sostenendo che bisogna comunque “coinvolgere la classe politica in tutto ciò che è Europa e su come meglio approcciarsi ad essa». Il Movimento presta particolare attenzione ad «un investimento sui giovani», spiega Marco Bastianelli, professore di filosofia e storia del liceo artistico di Perugia e membro della sezione umbra da 3 anni. «C’è bisogno di passare da un’Europa delle conoscenze ad un’Europa delle competenze» affinché i ragazzi possano avvicinarsi a questo aspetto spesso tralasciato dal programma ministeriale scolastico.

Un’educazione all’Europa «Le idee in cantiere per il 2021 di certo non mancano al Movimento, che ha già in programma un nuovo ciclo di incontri che coinvolgeranno i vari istituti di istruzione superiore della nostra regione», queste le parole del segretario della delegazione umbra. I vari incontri ruoteranno attorno al concetto di cittadinanza europea per fornire ai più giovani «un’informazione che parte dalle basi, un’educazione attiva alla cittadinanza». Il Movimento auspica anche un’integrazione delle tematiche europee che possano andare ad arricchire il programma scolastico italiano di educazione civica che da anni risulta inefficiente.

Per ulteriori informazioni in riferimento al movimento federalista europeo, dalle origini alle sue attività più recenti è possibile consultare il sito al link https://www.mfe.it/port/index.php

Articolo realizzato nell’ambito del Progetto FISE- Europe Direct Terni – Comune di Terni –Dip. di Scienze Politiche dell’Università di Perugia, con il cofinanziamento della Commissione Europea e pubblicato in data 20 gennaio 2021 su Umbria24.it

Più di 600 umbri a contatto con l’Ue grazie alla Cattedra Jean Monnet ‘Eurel’

Più di 600 umbri a contatto con l’Ue grazie alla Cattedra Jean Monnet ‘Eurel’

di Gino Fabbrucci e Marco Sollevanti

Il programma Jean Monnet, istituito nel 1989 con l’intento di supportare ricerche e corsi formativi sull’Unione europea, ha festeggiato 50 anni nel 2019 e comprende l’erogazione di fondi per moduli educativi e centri di eccellenza. È inoltre prevista, in seguito alla vincita di un bando, l’assegnazione dell’omonima Cattedra come riconoscimento per istituti di istruzione virtuosi in studi e approfondimenti relativi all’ambito europeo. Nel 2017 l’ateneo perugino si è aggiudicato, con il Progetto “EUREL”, la Cattedra finanziata dal programma Erasmus+ per la durata di tre anni accademici.

La Cattedra Il progetto vincitore “Eurel” (The Implementation of EU Policies by Regional and Local Authorities) esamina l’attuazione delle policy europee da parte delle autorità locali e regionali in tre aree tematiche principali: politiche energetiche e ambientali, semplificazione ed efficacia della pubblica amministrazione, innovazione ed occupazione. Nei tre anni accademici, grazie all’assegnazione della Cattedra, sono stati organizzati corsi, seminari e workshop incentrati sulle tre aree, ma anche su argomenti di attualità che legano l’Umbria all’Unione europea e sulle opportunità che ne derivano. Durante gli incontri, che hanno permesso a molti di conoscere l’Europa e le sue risorse, si è parlato di numerose questioni, tra cui gli strumenti che l’UE fornisce per progetti utili ad affrontare la disoccupazione giovanile che affligge l’Umbria e lo stato di attuazione di alcune direttive comunitarie, come quella sul risparmio energetico (direttiva 2018/844) o sulla semplificazione amministrativa.

Un ponte fra ateneo e mondo esterno «Abbiamo aperto a tutti le porte dell’università», spiega il professor Raspadori. Dati alla mano, hanno aderito in totale oltre 700 studenti di diversi dipartimenti dell’Ateneo, ma anche circa sessanta fra imprenditori, esponenti della pubblica amministrazione, funzionari regionali e delle amministrazioni locali, oltre ai cittadini interessati. Tutti si sono potuti confrontare con piani, progetti e regole dell’Unione europea. I seminari sono stati arricchiti dai contributi di oltre trenta esperti esterni: amministratori comunali, dirigenti regionali, esperti di politiche europee, funzionari del Senato e della Conferenza delle Regioni, ed anche parlamentari nazionali ed europarlamentari.

Promozione territoriale e contatto diretto I seminari della Cattedra hanno offerto concrete possibilità di valorizzazione del territorio umbro. È il caso, tra gli altri, dell’incontro con Giuseppe Olmeti il quale, in qualità di segretario del Gruppo europeo di cooperazione territoriale, è impegnato nella realizzazione del progetto “Città della ceramica”. «Si tratta di un circuito virtuoso che può divenire uno strumento di sviluppo» chiarisce Raspadori, grazie alla promozione del patrimonio artistico e produttivo delle città (in Umbria: Deruta, Città di Castello, Gualdo Tadino, Gubbio, Orvieto) della ceramica in tutta Europa. La Cattedra, inoltre, ha stimolato il contatto diretto con le istituzioni nazionali coinvolte nella legislazione europea. Raspadori ricorda, in merito, la visita studio presso il Senato, dove è istituita la 14ª Commissione permanente per le politiche dell’Unione europea. I partecipanti sono stati accolti dal Funzionario del Servizio studi Melisso Boschi. Non sono mancati, poi, spunti di riflessione sull’attuale situazione occupazionale. A tal proposito, un dibattito con Laura Agea, ex membro della Commissione affari sociali dell’Europarlamento (attuale Sottosegretario alle Politiche europee), ha messo in luce come siano quasi un milione i posti di lavoro vacanti, che il Servizio per l’impiego europeo EURES propone agli umbri, come agli altri cittadini dell’Unione, quali possibili sbocchi occupazionali in paesi europei diversi da quello di nazionalità.

L’Umbria in Europa «Abbiamo anche voluto mostrare come l’Europa sia al servizio dei cittadini» afferma il titolare della Cattedra, facendo riferimento ai vantaggi provenienti dall’Unione europea per la nostra regione. Due su tutti: i finanziamenti erogati dal Fondo di sviluppo regionale (FESR) e dal Fondo sociale europeo (FSE). Inoltre, l’Unione europea da oltre mezzo secolo incentiva le esportazioni grazie all’abbattimento dei dazi commerciali a opera del Mercato unico. Per beneficiare appieno delle opportunità europee occorre, però, agevolare una sinergia costante fra i bisogni e le proposte, fra la domanda e l’offerta della società civile e dei policy maker locali. Da qui la necessità dell’impostazione multisettoriale di “EUREL”, rivolto a una moltitudine di attori sociali. Conclude, al riguardo, Raspadori: «Con la Cattedra abbiamo, cercato di favorire il coordinamento fra le esigenze territoriali, gli enti in grado di tradurle in progetti e le personalità che credono nella loro piena realizzazione».

Articolo realizzato nell’ambito del Progetto FISE- Europe Direct Terni – Comune di Terni –Dip. di Scienze Politiche dell’Università di Perugia, con il cofinanziamento della Commissione Europea e pubblicato in data 20 gennaio su Umbria24.it

 

 

 

Arriva il progetto Esfu: nuove opportunità per l’Umbria del futuro

Arriva il progetto Esfu: nuove opportunità per l’Umbria del futuro

Il progetto mira a massimizzare le opportunità di accesso e utilizzo dei fondi strutturali europei da parte di aziende ed enti pubblici umbri nei prossimi anni

di Valentina Medici e Matilde Mencarelli

Il 2021 si apre all’insegna di alcune novità interessanti per l’Umbria: tra queste, il Progetto ESFU (“European funds – a Sustainable Future for Umbria”). L’Università degli Studi di Perugia si fa promotrice di un’iniziativa realizzata dalla cattedra di Diritto dell’Unione Europea, del Dipartimento di Scienze Politiche, e finanziata grazie alla vincita di un bando emanato dalla Direzione Generale Regio della Commissione Europea, l’organo responsabile della politica europea per le regioni e le città. L’ESFU – di durata annuale – punta a promuovere una maggiore conoscenza della politica europea di coesione e delle sue ricadute positive nelle varie regioni. La cohesion policy è la principale politica di investimenti della UE, a sostegno delle imprese, della crescita economica e dello sviluppo sostenibile. Nel caso umbro, l’iniziativa ha lo scopo di formare i professionisti nel campo dell’informazione e i rappresentanti della realtà economica e sociale del territorio.

Intervista a Diletta Paoletti Come ci fa notare Diletta Paoletti, project manager del progetto ESFU, è proprio attraverso questa azione di formazione e conoscenza che si potranno «ottimizzare le ricadute positive della politica di coesione sul territorio umbro, permettendo alle aziende, agli enti pubblici e del terzo settore di accedere a un buon sistema di informazione nel campo dei fondi strutturali europei per partecipare a tutti i bandi e alle opportunità disponibili», migliorando al contempo la coesione economica, sociale e territoriale nell’UE. Il target group dei partecipanti si divide in due categorie: da un lato gli esperti del campo dell’informazione e della comunicazione giornalistica – tra gli enti coinvolti, l’Ordine dei giornalisti della regione; dall’altro, i rappresentanti della platea di potenziali beneficiari di questa politica, appartenenti al mondo dell’industria, del commercio e della piccola e media impresa del territorio – «tra cui Confcommercio, Confindustria, Confartigianato, CNA, Cesvol, Apm, Anci, CGIL, CISL e UIL Umbria».

Il progetto prevede «attività seminariali di approfondimento, di confronto sulla politica di coesione e di capacity building, con dialogo attivo e dibattito fra i partecipanti». Si toccheranno vari temi: le buone pratiche della politica di coesione, con uno sguardo a come si opera in altri Paesi per migliorare la comunicazione relativa alla cohesion policy dell’UE; altri temi affrontati saranno la green economy, il digitale, i cambiamenti climatici e le priorità individuate dall’Unione per i prossimi anni. Verrà redatto un manuale informativo e pratico sulle tematiche del progetto.

Prodotti finali del progetto Verrà creato un sito web che, oltre ad essere inteso come strumento di informazione, aiuterà a creare interazioni e dibattito tra i partecipanti. L’handbook finale, dal taglio operativo e pragmatico, offrirà soluzioni per una buona comunicazione della politica di coesione.
Il progetto si concluderà con un incontro a fine estate 2021 a Bruxelles, per una visita studio intesa a sviluppare un dialogo con le stesse istituzioni europee.

Articolo pubblicato sulla testata online Umbria24 e realizzato nell’ambito del Progetto FISE- Europe Direct Terni – Comune di Terni –Dip. di Scienze Politiche dell’Università di Perugia, con il cofinanziamento della Commissione Europea