Cuore umbro al centro dell’Europa, la dirigente della Regione a Bruxelles: «Costruisco ponti»

Cuore umbro al centro dell’Europa, la dirigente della Regione a Bruxelles: «Costruisco ponti»

di Marco Sollevanti

«Ci metto il cuore». A chi le chiede cosa le piace del suo lavoro, Gabriella Ceccarelli risponde senza pensarci due volte: «Potersi conoscere a vicenda, tra culture e paesi differenti, è una gran fortuna. Ecco perché amo quello che faccio». E spiega: «l’Ufficio di rappresentanza della Regione Umbria che dirigo è un ponte che collega l’Umbria e l’Unione europea. Sul ponte circolano, a doppio senso, informazioni politiche e finanziarie, progetti di promozione culturale e territoriale. Si tratta, in altre parole, di avvicinare sempre più gli interessi di queste due realtà, per ricavarne benefici preziosi e reciproci. Il tutto grazie a una vivace rete di relazioni personali con europarlamentari e funzionari regionali». Una rete che Gabriella cura ogni giorno, da quattro anni, con passione.

Umbra a Bruxelles Un’umbra a Bruxelles, Gabriella non lo nasconde. Sa di aver inflitto un dolore ai suoi cari quando è partita per questo incarico. La parte più difficile è proprio convivere con questo senso di reciproca mancanza. Eppure, Bruxelles è una città accogliente: «Qui siamo tutti diversi e nessuno è sbagliato». Per Gabriella, infatti, integrarsi è stato facilissimo. Anche perché ha potuto continuare a coltivare le sue vecchie passioni, dal canto allo studio. Ed eccola entrare subito nella corale Brussels International Singers. Frequentare un master in Affari europei all’Università Libera ULB. «Il mio lavoro mi fa sentire attaccata alla mia terra: mi sento più umbra di prima», spiega. Di fatto, l’apertura mentale che si respira a Bruxelles e la forte motivazione professionale l’hanno resa ancor più orgogliosa delle sue origini. E così, con il sorriso sulle labbra, racconta: «In riunione con i colleghi europei, io saluto prima in italiano, poi in inglese. È un segno di autenticità molto apprezzato perché qui c’è spazio per l’originalità».

Distanti ma simili C’è una cosa che ha sorpreso Gabriella quando è arrivata a Bruxelles. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, in tantissimi conoscono e apprezzano l’Umbria. Ci vengono in vacanza, ci si sentono bene. «Chi ci conosce ci ama – esclama – poiché noi umbri siamo umili e riusciamo presto a fare amicizia». È proprio questa la somiglianza più evidente con i belgi: «Nemmeno loro si danno tante arie, anzi non si valorizzano abbastanza. Non hanno pregiudizi. Hanno un grandissimo senso dell’autoironia. Sono scanzonati e perciò risultano simpatici e accoglienti». C’è, comunque, una differenza sostanziale: diversamente dall’Umbria, la terra belga è da sempre multiculturale, basti pensare che Bruxelles è la seconda città più internazionale al mondo.

I tempi del Covid Ad accomunare umbri e belgi ci sono anche le restrizioni della pandemia. Anche la vita professionale di Gabriella è cambiata. Nel suo lavoro, infatti, il contatto umano e le relazioni dal vivo sono fondamentali. «Con i colleghi mi capitava spesso di iniziare un discorso o una trattativa in ufficio e terminare davanti a un caffè, in un locale del centro», ricorda con nostalgia. Ma Gabriella non ha perso la speranza: «Torneremo presto a essere più umani. Ci sarà ancora tempo per vederci, conoscerci, scambiarci sensazioni ed emozioni». D’altronde, il peggio è passato. Per lei, i mesi più duri sono stati i primi, quando si informava costantemente sulla situazione in Italia e sulle misure del governo: «Allo scoppio della pandemia ho sofferto – racconta – perché qui a Bruxelles le autorità non prendevano provvedimenti adeguati come in Italia. C’è stata leggerezza, un’iniziale sottovalutazione dei rischi. Mi sentivo davvero poco tutelata».

I giovani umbri e l’Europa Nonostante il Covid per i giovani umbri sono tante le opportunità di stage e di lavoro in Europa. A loro, la Responsabile dell’Ufficio di Rappresentanza consiglia prima di tutto di imparare le lingue. «Non in maniera meccanica – precisa – ma divertendosi. Perché quando si parla una lingua straniera ci si sente cittadini del mondo. Si sperimenta un’altra vita, si conosce una parte finora nascosta di sé». Del resto, ne è convinta, tutti possono diventare protagonisti e contribuire a migliorare l’Unione europea. E aggiunge: «L’Unione è una preziosa opportunità per dare il meglio di sé, facendo sentire la propria voce, rivendicando ognuno la propria unicità: io stessa mi considero cannarese, umbra, italiana ed europea». Grazie a questa consapevolezza, potranno essere ancora tante le idee in circolazione sul ponte tra Umbria ed Europa: un ponte che Gabriella, giorno dopo giorno, continua a costruire. Con impegno ed entusiasmo. Con la sua terra nel cuore.

Articolo realizzato nell’ambito del Progetto FISE- Europe Direct Terni – Comune di Terni –Dip. di Scienze Politiche dell’Università di Perugia, con il cofinanziamento della Commissione Europea pubblicato in data 6 maggio 2021 su Umbria24.it

Portale OpenCoesione: nuovo focus su innovazione, ricerca e capitale umano

Portale OpenCoesione: nuovo focus su innovazione, ricerca e capitale umano

Staff

Il portale OpenCoesione ha dedicato un nuovo focus ai progetti di innovazione, ricerca e qualificazione del capitale umano per la competitività. Lo spazio è inserito nella sezione open data – voce temi – ricerca (https://opencoesione.gov.it/it/temi/ricerca-e-innovazione/). Grazie a questi dati è possibile rendersi conto del peso dei progetti innovativi nelle strategie regionali di smart specialisation.

Per l’Umbria sono censiti oltre 1.300 progetti (programmazione 2007-2013 e 2014-2020) per un ammontare di oltre 160 milioni di euro. Tra i progetti non finanziari, uno Studio e sviluppo di in innovativo sistema solare a Gubbio e uno progetto di Smart Factory e innovazione di prodotto per i veicoli di nuova generazione ad alte prestazioni e a bassa emissione di co2 realizzato ad Assisi.

Info al link https://opencoesione.gov.it/it/news/un-nuovo-focus-dedicato-allinnovazione-ricerca-e-capitale-umano-sul-portale-opencoesione/

Progetto “ASOC Experience – il monitoraggio continua!”: due istituti partecipano per l’Umbria

Progetto “ASOC Experience – il monitoraggio continua!”: due istituti partecipano per l’Umbria

Staff

Il 7 Aprile scadrà la fase finale del Progetto “ASOC Experience – il monitoraggio continua!”, iniziativa lanciata da OpenCoesione e pensata per coinvolgere le scuole italiane in un percorso di monitoraggio civico su come sono utilizzati i finanziamenti pubblici europei e nazionali della politica di coesione. Questo anno scolastico (2020-2021) per l’Umbria partecipano l’Istituto Tecnico Commerciale di Magione e l’Istituto perugino I.T.E.T. “ALDO CAPITINI”, che ha scelto di monitorare il progetto culturale di adeguamento e manutenzione di San Matteo degli Armeni e la Via di San Francesco.

Per approfondire http://www.ascuoladiopencoesione.it/it/asoc-experience-contest

EURegionsWeek 2021, Together for recovery: a breve aperte le iscrizioni al pubblico per la partecipazione

EURegionsWeek 2021, Together for recovery: a breve aperte le iscrizioni al pubblico per la partecipazione

Staff

Venerdì 26 Marzo è scaduto il termine a disposizione di enti regionali e locali e delle associazioni per iscriversi al 19° EURegionsWeek, che si terrà dal 11 al 14 ottobre 2021 online sul tema “Together for recovery“. Gli Enti che hanno aderito animeranno la discussione su quattro temi, ossia: Transizione verde: per una ripresa sostenibile e verde; Coesione, dall’emergenza alla resilienza; Transizione digitale per le persone; Coinvolgimento civico, per un ripresa inclusiva, partecipativa ed equa.

Prossimamente saranno aperte le iscrizioni al pubblico per la partecipazione.

Info al link https://ec.europa.eu/newsroom/regio/item-detail

Dall’Europa all’Umbria 400 milioni per terremoto e pandemia: «Ecco come ne abbiamo beneficiato»

Dall’Europa all’Umbria 400 milioni per terremoto e pandemia: «Ecco come ne abbiamo beneficiato»

di Anna Fornaciari

Il programma Por Fesr 2014-2020 giunto alla conclusione. Il responsabile regionale Claudio Tiriduzzi: «Obiettivi del prossimo programma innovazione e sviluppo verde»

Il Programma Operativo Regionale 2014-2020 del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale ha da poco terminato i sette anni di programmazione, durante i quali ha dovuto far fronte ai danni arrecati dal terremoto del 2016 e dalla pandemia da Covid-19. Quanto menzionato ha comportato una riprogrammazione finanziaria che da 356.293.204 euro assegnati inizialmente alla Regione Umbria è passata ad un totale di 412.293.204 euro ed una rimodulazione degli obiettivi da inserire nel prossimo POR 2021-2027 per il rilancio economico regionale post-pandemico. Ne abbiamo parlato con responsabile regionale Claudio Tiriduzzi.

Cosa sono i POR FESR? Il Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale corrisponde a risorse economiche che l’Unione Europea destina ai 27 Stati Membri per finanziare politiche di sviluppo nei settori extra-agricoli. Tali fondi vengono gestiti, guardando all’esperienza italiana, o a livello nazionale con Programmi Operativi Nazionali (PON), o a livello regionale con i Programmi Operativi Regionali (POR). I fondi FESR sono integrati con un cofinanziamento nazionale e regionale. «Per quel che riguarda la Regione Umbria, questa mette a disposizione il 15% del totale dei fondi – chiarisce Tiriduzzi –. In Umbria, come in molte altre regioni italiane ed europee, in questo momento stiamo gestendo il Fondo 2014-2020 che terminerà nel 2023 dal punto di vista della spesa, poiché quest’ultima per essere rendicontabile alla Commissione, dunque ammissibile, deve essere sostenuta entro il 31.12 del 2023. Inoltre, stiamo preparando il nuovo Programma Operativo Regionale umbro per il periodo 2021-2027 che dovrebbe prendere il via entro la fine dell’anno».

Il POR umbro nello specifico «Il Programma Operativo Regionale umbro 2014-2020 – prosegue il responsabile regionale – ha avuto come fine una serie di azioni incisive e d’impatto per la crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva. Tali obiettivi sono stati perseguiti attraverso l’individuazione di otto assi prioritari verso i quali sono stati indirizzati i fondi: ricerca e innovazione, crescita digitale, competitività delle piccole e medie imprese, energia sostenibile, ambiente e cultura, sviluppo urbano sostenibile, assistenza tecnica, e prevenzione sismica. Proprio quest’ultimo asse è divenuto di fondamentale importanza successivamente al sisma del 2016, a seguito del quale i fondi POR FESR sono stati aumentati di 56 milioni di euro. Per quanto riguarda invece il livello di attuazione del Programma Operativo Regionale 2014-2020 siamo arrivati nel Dicembre 2020 al 47% di fondi impegnati con progetti in essere e al 36% di progetti finiti e rendicontati – spiega Tiriduzzi -. Siamo in media con le altre regioni italiane sebbene ci sia un leggero ritardo, che però non preoccupa particolarmente poiché abbiamo tempo fino al 2023. È da tenere presente che il periodo iniziale risente della lentezza procedurale e burocratica per la selezione dei progetti, poi alla fine c’è uno “scatto”, grazie al quale l’Umbria è sempre rientrata nei tempi senza mai perdere fondi europei».

Pandemia nel POR 2021-2027? Relativamente all’emergenza pandemica, Tiriduzzi chiarisce come «nel corso del 2020 abbiamo eseguito una riprogrammazione del POR FESR a favore di interventi di ripresa post-pandemica, destinando 46 milioni di euro a misure di recupero. Questa manovra è però stata fatta in estate, quando sembrava che la seconda ondata fosse ancora lontana, ragion per cui vi sarà sicuramente una nuova programmazione. In dettaglio, i 46 milioni prima citati sono stati assegnati a provvedimenti per il sostegno del capitale circolante delle imprese (25 milioni) e ad interventi per il settore del turismo. L’idea iniziale era che il POR FESR 2014-2020 avrebbe dovuto contrastare gli effetti immediati della pandemia da Covid-19, mentre il 2021-2027 avrebbe dovuto dare rilancio all’economia umbra. In realtà, non essendo ancora fuori pericolo, molto probabilmente alcuni degli interventi del nuovo POR FESR saranno sempre indirizzati al contrasto degli effetti immediati della pandemia. In ogni caso, seguendo le indicazioni europee, il 70% delle risorse del nuovo POR saranno destinate a due obiettivi principali. Il primo, a cui riserveremo il 40% della dotazione, è quello di ricerca e innovazione per aumentare il livello innovativo delle imprese umbre. Il secondo obiettivo è uno sviluppo economico verde e sostenibile, a cui sarà destinato il 30% delle risorse. Senza dubbio, una somma ingente di fondi sarà infine rivolta alla salvaguardia della lotta contro la pandemia».

POR FESR, università ed istituti di ricerca. «Nell’ambito del primo obiettivo di ricerca ed innovazione, il ruolo delle università è e sarà fondamentale – afferma Tiriduzzi – Soprattutto nella creazione di partenariati pubblico-privati per stimolare l’attività di ricerca nelle imprese e l’innovazione tecnologica. Specificatamente, in accordo con le imprese umbre, tutti i centri di ricerca potranno beneficiare di finanziamenti per la ricerca industriale o applicata, che abbia effetti diretti sul sistema imprenditoriale e che ne incrementi il know-how», conclude Tiriduzzi.

Articolo realizzato nell’ambito del Progetto FISE- Europe Direct Terni – Comune di Terni –Dip. di Scienze Politiche dell’Università di Perugia, con il cofinanziamento della Commissione Europea pubblicato in data 15 marzo 2021 su Umbria24.it

 

Quasi un milione e mezzo del Fondo sociale europeo investito per i minori perugini

Quasi un milione e mezzo del Fondo sociale europeo investito per i minori perugini

di Sara Calini

Il Comune di Perugia, come capofila della Zona Sociale 2, promuove il benessere minorile con diversi progetti finanziati dall’Unione Europea

Un investimento sociale. Per avvicinarsi al completo inserimento di ciascun individuo in società, l’UE impone, per la prima volta, un vincolo di utilizzo del 20%, del Fondo Sociale Europeo, da investire nell’Asse II. L’Umbria ha scelto di distinguersi da altre regioni, non utilizzando le risorse finanziarie per interventi preesistenti di politica del lavoro, ma destinando più del 23% ad un serie di nuovi servizi sociali attivi per l’area dell’infanzia e dell’adolescenza. Tra questi, un servizio di assistenza domiciliare ai minori. «Da vari anni – si legge nel progetto – si assiste ad un aumento significativo di fenomeni di frammentazione sociale sul tutto il territorio, in cui si rileva una forte conflittualità tra le generazioni. In tale contesto è necessario intervenire potenziando i servizi di sostegno alla famiglia con minori e promuovendo lo sviluppo di reti sociali di solidarietà». Secondo quanto dichiarato nelle schede di intervento regionali, è in questa ottica che agiscono i membri della Struttura “Servizio Programmazione della rete dei servizi sociali ed integrazione socio-sanitaria” umbri.

Perugia capofila Il Comune di Perugia, secondo criteri socio-demografici stabiliti a livello regionale, ha ottenuto una ingente parte di questi Fondi strutturali, con i quali ha finanziato il programma. In quanto Capofila, ha infatti il ruolo amministrativo delle risorse per la Zona Sociale 2, una delle 12 totali in cui è stato suddiviso il territorio umbro, per i Comuni di Perugia, Corciano e Torgiano. Al 2018 erano stati spesi 364.167,55 euro, pari al solo 28,57% dello stanziamento totale. Ciò a causa di alcuni inevitabili rallentamenti, dapprima dovuti ad un riassetto della struttura amministrativa regionale, e successivamente a causa della pandemia.

Aiuti concreti Le attività socio-educative e ricreative sono volte a contrastare differenti categorie di rischio per il minore e, in questo senso, coinvolgono anche le famiglie. Sono tre le principali linee di intervento. Innanzitutto, i laboratori per bambini, a domicilio e in sale apposite, organizzati in gruppi della stessa età, per nuclei con temporanee situazioni di fragilità. Poi le attività sportive, culturali e ludiche, svolte in forma singola o in piccoli gruppi, che rappresentano “Bisogni Educativi Speciali”. E, infine, laboratori articolati in gruppi di confronto e approfondimento su tematiche educative tra genitori con diverse competenze e culture. Tutti i servizi sono gestiti da personale esperto nelle relazioni socio-educative e nel sostegno delle figure genitoriali. Queste attività non si sono bloccate neanche durante la pandemia, poiché sono state prontamente rielaborate in moduli di piccoli gruppi controllati o con l’assistenza a distanza, ove possibile. L’accesso a questi servizi avviene attraverso l’invio di una segnalazione da parte dei Servizi Sociali del Comune Capofila che, dopo una verifica dei requisiti, autorizzano l’erogazione dell’intervento.

Per ulteriori informazioni in relazione al “Fondo Sociale Europeo 2014-20” per l’Umbria è possibile consultare il sito della Regione al link: https://www.regione.umbria.it/fse

Articolo realizzato nell’ambito del Progetto FISE- Europe Direct Terni – Comune di Terni –Dip. di Scienze Politiche dell’Università di Perugia, con il cofinanziamento della Commissione Europea e pubblicato in data 15 marzo 2021 su Umbria24.it
La cultura fiorisce in Umbria: in arrivo nuovi finanziamenti europei per lo sviluppo degli ‘attrattori’

La cultura fiorisce in Umbria: in arrivo nuovi finanziamenti europei per lo sviluppo degli ‘attrattori’

di Sofyene Meddourene

Al via il bando finanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale. C’è tempo fino al 15 aprile per partecipare

Un milione di euro è la somma che viene messa a disposizione per i professionisti del settore che saranno in grado di valorizzare i luoghi e gli edifici che più caratterizzano le città umbre. Il bando è “finalizzato allo sviluppo e alla valorizzazione degli attrattori culturali e naturali della Regione al fine di migliorare la loro accessibilità”. Per attrattori si intende l’insieme di “beni culturali, luoghi o istituti di cultura quali: musei, biblioteche, archivi, complessi storici o monumentali”; quelli coinvolti in questa iniziativa sono definiti nello specifico all’interno del bando, per ogni comune umbro interessato. L’elenco non è tuttavia vincolante e presenta la possibilità di coinvolgere nel progetto proposto attrattori non presenti nella lista che potrebbero trovare ugualmente collocazione all’interno del programma di sviluppo regionale.

I destinatari Il bando è rivolto ai liberi professionisti e alle piccole e medie imprese a patto che risultino iscritti al Registro delle imprese presso la Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura. L’adesione è estesa anche a soggetti che agiscono in regime di impresa, come fondazioni e associazioni, che devono comunque essere iscritti al Repertorio Economico Amministrativo. Tra i requisiti si specifica che la sede legale o l’unita operativa devono trovarsi in Umbria. Per partecipare basta compilare l’apposito modulo online e allegare il progetto che si intende proporre. Verrà poi attribuito un punteggio ad ogni progetto in base a diversi requisiti, come il tempo per il completamento e il costo; tra questi è previsto un bonus per le imprese a maggioranza under 35 e per quelle che rispettano l’equilibrio di genere. La domanda di partecipazione potrà essere presentata a partire dal 15 marzo.

Scarica qui il testo del bando

I dettagli I progetti già realizzati Il bando si colloca all’interno del Programma Operativo Regionale 2014-2020 (POR) ed è finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR). Il POR si pone tra i vari obiettivi quello di fornire un sostegno attivo alle imprese operanti nel sistema economico-produttivo umbro favorendo la competitività fra le PMI, l’innovazione e la crescita. Negli anni passati il Programma Operativo Regionale ha già contribuito alla realizzazione di piani per la valorizzazione e lo sviluppo degli attrattori culturali del territorio umbro; tra i progetti vincitori si annoverano: la riqualificazione dell’area archeologica di Carsulae nel ternano, il recupero della cinta muraria di Amelia, il restauro del Palazzo dei Consoli a Gubbio e il completamento del Museo Regionale delle Ceramiche a Deruta.

Per informazioni e modalità di partecipazione: https://www.regione.umbria.it/in-evidenza3/-/asset_publisher/FjoPSEWf0apR/content/bando-sostegno-progetti-imprese-culturali-e-creative?inheritRedirect=false

Articolo realizzato nell’ambito del Progetto FISE- Europe Direct Terni – Comune di Terni –Dip. di Scienze Politiche dell’Università di Perugia, con il cofinanziamento della Commissione Europea e pubblicato in data 15 marzo 2021 su Umbria24.it

Fondo sociale europeo: da Bruxelles oltre 118 milioni per sostenere lo sviluppo dell’Umbria

Fondo sociale europeo: da Bruxelles oltre 118 milioni per sostenere lo sviluppo dell’Umbria

di Marco Sollevanti

Numerosi i bandi di cui è possibile approfittare e i progetti già realizzati, mentre già si guarda al futuro.

Il Programma Operativo Regionale del Fondo Sociale Europeo (POR FSE) definisce le linee guida e la ripartizione dei fondi per progetti sul coinvolgimento attivo delle persone nella crescita e nel miglioramento delle realtà locali. Per il periodo 2014-2020, sono stati stanziati più di 237 milioni di euro, metà da fondi regionali e metà direttamente dalla Commissione europea. I progetti finanziati sono realizzati in collaborazione con enti, istituti e associazioni pubbliche e private. Devono rispondere a cinque bisogni prioritari chiamati assi. Si tratta di: occupazione (con una dotazione di 77 milioni), inclusione sociale e lotta alla povertà (67 milioni), istruzione e formazione (75 milioni), capacità amministrativa (7 milioni), assistenza tecnica (9 milioni). I destinatari sono le categorie più deboli e svantaggiate, quelle che si affacciano al mondo del lavoro o che passano un momento di difficoltà, come disoccupati, disabili, studenti e lavoratori a termine.

I bandi ancora aperti «Il Fondo Sociale Europeo investe sulle persone» si legge nel POR. Al centro dell’attenzione, infatti, c’è il prezioso capitale umano di ciascun cittadino, da valorizzare consolidando il sistema della formazione e allargandone l’accesso. A tal proposito, fino al 23 aprile 2021 gli organismi di formazione pubblici e privati potranno partecipare all’avviso UPGRADE. In palio ci sono finanziamenti per piani formativi sullo sviluppo delle competenze digitali di adulti tra i 18 e i 65 anni. Parliamo di competenze utili per futuri impieghi e per la riqualificazione professionale. Non è questa l’unica opportunità. Spazio anche a interventi di politiche attive del lavoro, come l’orientamento specifico in base alle competenze individuali, i servizi di accompagnamento al lavoro e gli incentivi all’assunzione per le imprese. In relazione a ciò, è attivo fino al 31 marzo 2021 l’avviso UMBRIATTIVA REIMPIEGO.

Le cifre e il Covid Stato di attuazione del POR Rispetto alla dotazione iniziale di 237 milioni di euro, al 31 dicembre 2020 risultano spesi in maniera certificata poco più di 80 milioni, pari al 34% del totale. Queste cifre, però, non tengono conto della corposa riprogrammazione causa Covid-19. In particolare, la Regione ha deciso di spostare circa 53 milioni sugli assi occupazione, lotta alla povertà e istruzione. L’obiettivo è garantire la ripartenza del sistema economico-sociale umbro. Sono stati quindi avviati una serie di interventi per sostenere, fra le altre misure, il reinserimento occupazionale post-emergenza, l’iscrizione dei ragazzi ai centri estivi 2020, i servizi educativi per bimbi fino a 6 anni, la sanificazione delle scuole, le borse di studio dell’Agenzia per il Diritto allo Studio Universitario, le spese per il personale sanitario impegnato nella lotta al virus, le attività sociali a distanza o a domicilio per i diversamente abili. In ogni caso, c’è tempo fino al 2023 per la piena attuazione del POR.

I progetti già finanziati «Investiamo nel tuo futuro», afferma il POR. Del resto, uno degli interventi di eccellenza, riconosciuto dal Ministeri dell’Istruzione e dell’Università e della Ricerca, riguarda proprio la formazione dei giovani. È il caso dell’Istituto Tecnico Superiore Umbria Academy. Grazie al Fondo Sociale, chi ha un diploma di scuola media può, in modo totalmente gratuito, proseguire gli studi e specializzarsi in settori tecnici che risultano strategici per la nostra Regione. Secondo dati ministeriali, l’80% dei diplomati all’Umbria Academy trova subito lavoro. Diversi progetti si sono poi concentrati sull’inclusione sociale dei soggetti più svantaggiati. In tal senso, la Regione ha collaborato con i Comuni e ha finanziato piani per aiutare le donne a conciliare vita privata e lavoro e a trovare più facilmente un impiego. L’attenzione si è concentrata anche sui diversamente abili, con programmi di assistenza, accompagnamento all’occupazione, sostegno a un’esistenza autonoma e indipendente.

Uno sguardo al futuro: il POR 2021-2027 La programmazione del Fondo Sociale si aggiorna ogni sette anni. La Commissione europea punta all’adozione del nuovo regolamento generale sui fondi europei regionali 2021-2027 entro questa estate. Stando alle prime bozze, l’intenzione è dare vita al Fondo Sociale Europeo Plus. Sostituirà quello attuale e incorporerà i già esistenti programmi europei per gli indigenti, per l’impiego giovanile, per l’occupazione e l’innovazione sociale. In risposta ai drammatici effetti dell’emergenza Covid-19, si cercherà di migliorare l’efficienza e la velocità nell’attuazione concreta degli interventi. In linea con gli obiettivi di un’Europa più sociale, più intelligente, più verde e più vicina ai cittadini, il Fondo Sociale Europeo Plus contribuirà a ridurre i livelli di povertà e aumenterà le possibilità di accesso alla formazione e al lavoro. Particolare attenzione sarà rivolta all’inclusione sociale delle classi più deboli e all’inserimento lavorativo dei giovani. Per quanto riguarda l’Umbria, lo scorso marzo la Giunta Regionale ha approvato il Quadro Strategico 2021-2027. Le linee guida in esso contenute consentiranno di elaborare il POR non appena la Commissione europea avrà adottato il relativo regolamento.

Articolo realizzato nell’ambito del Progetto FISE- Europe Direct Terni – Comune di Terni –Dip. di Scienze Politiche dell’Università di Perugia, con il cofinanziamento della Commissione Europea e pubblicato in data 15 marzo 2021 su Umbria24.it

‘Città attiva’, Foligno e la battaglia contro l’esclusione sociale coi fondi Ue. Come gli enti pubblici gestiscono i fondi strutturali per appianare le disuguaglianze all’interno del territorio

‘Città attiva’, Foligno e la battaglia contro l’esclusione sociale coi fondi Ue. Come gli enti pubblici gestiscono i fondi strutturali per appianare le disuguaglianze all’interno del territorio

di Matilde Mencarelli

Il Programma Operativo Nazionale (P.O.N.) Inclusione 2014-2020 si pone come obiettivo quello di creare, a livello nazionale, un modello di welfare basato sull’inclusione attiva, ovvero migliorare i servizi pubblici territoriali per renderli più facilmente accessibili alle persone svantaggiate. Il programma rientra in quel grande ambito della Politica di Coesione dell’Unione Europea che ha come principale finalità la di riduzione le disparità di sviluppo fra i territori dei paesi membri e riequilibrare le opportunità socio-economiche dei cittadini europei.

Azione pratica degli enti territoriali L’ampiezza del territorio nazionale quale ambito del PON, comporta problematiche di gestione e nell’attuazione e per massimizzare gli effetti della sua efficacia si è deciso di dividere il Paese in Ambiti territoriali che separano le attuali province in più piccole aree sub-provinciali. Il Comune di Foligno, in qualità di capofila del distretto n. 8 in Umbria, ha risposto agli avvisi a tema “inclusione sociale” del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali rivolti agli Ambiti territoriali, per potenziare i servizi sociali dedicati ai beneficiari delle misure di sostegno al reddito e per sostenere gli interventi di inclusione attiva e di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale e attivazione lavorativa loro rivolti.

Due contratti In particolare, sono stati stipulati due contratti con il Ministero. Il primo nel 2017, con un finanziamento di 679.800 euro, mentre il secondo nel 2020 di 243.461 euro; fondi che sono stati o verranno utilizzati per il Piano regionale per gli interventi e i servizi sociali di contrasto alle povertà. Principale obiettivo è raggiungere come Livello Essenziale, la presenza di un assistente sociale che eroghi servizi garantiti ogni 5.000 abitanti, come previsto dal decreto ministeriale per tutto il territorio nazionale. La platea beneficiaria cui si riversano i progetti e le iniziative del finanziamento è composta dai cittadini che rientrano nel Reddito di Inclusione e di Cittadinanza e, in parte residuale, da tutti coloro che usufruiscono del servizio di segretariato sociale: livello essenziale di assistenza da garantire ai cittadini istituito in ogni Ambito territoriale.

Sostegno di inclusione attiva Nell’attuale ciclo di programmazione 2014-2020 (che finirà nel 2023) la priorità del Sostegno di Inclusione Attiva è stato il rafforzamento dei servizi sociali, ovvero: servizi di segretariato sociale e servizi informativi all’utenza, che il Comune di Foligno ha messo in pratica attraverso l’assunzione di 6 unità di personale per un totale di 471.900 euro; ed attività di informazione, comunicazione e dotazione strumentale informatica per un totale di 30.000 euro. Per eliminare le disparità sociali, il Comune ha espletato anche gli interventi socio educativi e di attivazione lavorativa sotto forma di tirocini e borse di lavoro per i beneficiari SIA per un totale di 169.200 euro. Inoltre, per il personale dei centri per l’impiego, dei servizi per la salute, l’istruzione e la formazione i fondi sono stati spesi per una formazione congiunta e permanente degli operatori dei servizi sociali-territoriali per un totale di 8.700 euro.

Articolo realizzato nell’ambito del Progetto FISE- Europe Direct Terni – Comune di Terni –Dip. di Scienze Politiche dell’Università di Perugia, con il cofinanziamento della Commissione Europea e pubblicato in data 15 marzo 2021 su Umbria24.it

Efficientamento energetico: «Umbria sempre più in linea con le direttive europee»

Efficientamento energetico: «Umbria sempre più in linea con le direttive europee»

di Carmine Iorio

L’ Umbria, verde ed europea, verso il 2050. Il Por Fesr 2014-2020 ha destinato il 13,6% delle risorse per l’energia sostenibile. Maria Ruggiero, responsabile della sezione “Interventi di sviluppo sostenibile” della Regione Umbria, e il dirigente Andrea Monsignori della Regione Umbria ne spiegano le implicazioni. «La centralità della tematica ambientale – dice Ruggiero – è riconosciuta a livello mondiale e rappresenta la sfida da affrontare, anche sul piano sociale ed economico, per conseguire lo sviluppo sostenibile volto a salvaguardare e assicurare il benessere delle prossime generazioni».

Sviluppo sostenibile «Con l’Accordo di Parigi e l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile – prosegue Ruggiero -, è stata sancita l’inderogabile necessità di proiettarsi verso un modello di economia circolare, attenta all’uso efficiente delle risorse e proiettata verso la mitigazione del cambiamento climatico. L’Unione Europea, con la legge sul clima del 2018 (regolamento UE 2018/1999), ha formalizzato il proprio impegno a conseguire la transizione, entro il 2050, verso un sistema energetico sostenibile, competitivo e decarbonizzato che trovi fondamento, tra gli assi prioritari, nell’efficienza energetica. A livello italiano, il Piano Nazionale Integrato per l’Energia ed il Clima 2030 (PNIEC) si pone l’obiettivo di realizzare una nuova politica energetica che assicuri la piena sostenibilità ambientale, sociale ed economica del territorio nazionale e accompagni tale transizione. L ’efficientamento energetico è uno degli obiettivi prioritari di tale politica. La Regione Umbria ha fatto propria la sfida per una crescita sostenibile, inclusiva e intelligente indirizzata alla “crescita verde”, da conseguire anche attraverso la transizione verso l’economia a bassa emissione di carbonio che richiede, tra le priorità, capacità di investimento in interventi di efficientamento energetico del patrimonio immobiliare pubblico. Già dal 2011, la Regione Umbria ha indirizzato l’azione del Programma di sviluppo regionale POR FESR 2007 – 2013 in materia di energia destinando specifiche risorse per l’efficientamento energetico degli edifici destinati ad uso pubblico (scuole, municipi, strutture sanitarie, uffici, centri sportivi, edifici culturali…) e per l’illuminazione pubblica. Queste azioni, quantificabili in oltre 14 milioni di euro, hanno consentito l’efficientamento di 35 edifici e 72 progetti di illuminazione. I benefici ambientali di tali investimenti sono quantificabili in 1.400 ton/anno di emissioni di CO2 evitate oltre a significativi risparmi economici dovuti alla conseguente riduzione della spesa energetica. Tali investimenti hanno riguardato anche l’edilizia residenziale pubblica: con 118 interventi per circa 8 milioni di euro, la cui valenza, oltre che economica e ambientale, è data dall’intrinseca funzione sociale», conclude Ruggiero.

Il Progetto e gli interventi effettuati Il Programma Operativo regionale FESR (Fondo europeo sviluppo regionale) 2014-2020 della Regione Umbria mette a disposizione 412.293.204 euro di cui 55.960.120 impiegati nell’energia sostenibile. Gli obiettivi e le azioni (consultabili al link Asse IV – Energia sostenibile – Regione Umbria) prevedono una riduzione dei consumi energetici anche attraverso l’utilizzo di fonti rinnovabili. A questo riguardo, Andrea Monsignori, dirigente del Servizio Energia, Ambiente, Rifiuti della Regione Umbria, afferma che «in continuità con la politica energetica europea e nazionale, l’attuale programmazione FESR ha destinato oltre 28 milioni di euro, di cui 55 milioni per la prosecuzione delle azioni di efficientamento energetico. Tali somme – prosegue Monsignori – ̒seppur considerevoli, consentono di soddisfare solo parzialmente il fabbisogno di efficientamento dell’intero parco immobiliare pubblico del territorio umbro. Infatti, è noto che le strutture immobiliari pubbliche, per la loro destinazione d’uso e per l’età costruttiva, hanno significative esigenze di interventi per il miglioramento della loro prestazione energetica, con conseguenti benefici ambientali di riduzione delle emissioni climalteranti, oltre che di risparmi economici».

La sfida del domani «L’efficientamento degli edifici e quindi la riduzione dei consumi energetici è la vera sfida da affrontare – afferma il dirigente -. È infatti noto che negli edifici pubblici e privati viene utilizzato il 40% dell’energia consumata, il rimanente è ascritto ai trasporti e all’industria, ed è prodotta da fonti fossili o rinnovabili. Quest’ultime certamente utili alla de-carbonizzazione dell’economia e quindi per il contrasto ai cambiamenti climatici, ma non tutte “pulite” per la qualità dell’aria o del paesaggio. L’efficienza energetica è l’obiettivo da perseguire nei prossimi anni tenuto conto che, come sancito nella politica energetica europea e nazionale, è da ritenersi equiparabile ad una fonte di energia a sé stante e deve essere considerata una delle priorità verso cui indirizzare le scelte di investimento. La Regione Umbria è e sarà impegnata a perseguire tale obiettivo anche integrando diverse fonti finanziare».

Articolo realizzato nell’ambito del Progetto FISE- Europe Direct Terni – Comune di Terni –Dip. di Scienze Politiche dell’Università di Perugia, con il cofinanziamento della Commissione Europea e pubblicato in data 15 marzo 2021 su Umbria24.it